Galileo è arrivato nella mia vita a due mesi. Era il mio secondo Stafford, e da subito si è fatto amare per il suo carattere speciale: sensibile, intelligente, sempre pronto a capirmi al volo.
Aveva un anno in meno della sua grande amica Robin, con cui ha condiviso giochi, corse e affetto sincero.
Sin dai primi passi in Expo si è distinto, regalandomi grandi emozioni e importanti soddisfazioni. I suoi titoli sono già pubblicati sul sito, ma ciò che resta più impresso di lui non sono i successi, bensì la sua anima: dolce, forte, e profondamente legata a me.
Galileo amava correre tra le vigne, libero e felice.
Ha lasciato un segno indelebile anche come riproduttore, donando ai suoi figli, nipoti e pronipoti la bellezza e l’equilibrio del suo essere. In loro, il suo spirito continua a vivere.
Ora riposa in un luogo che amava, tra i filari che conosceva a memoria. E io so che, in ogni sguardo dei suoi discendenti, in ogni vento lieve tra le foglie, lui sarà ancora con me.
Per sempre.